Saturday, September 08, 2007

Di suini e di altre persone illustri

L’altro ieri mattina, per la prima volta, a pochi metri da casa mia si sono materializzati i cinghiali; a dire il vero non li ho visti, ma le giovani lattughe piantate dei miei cugini avevano l’aspetto di chi non aveva certo passato una buona nottata.
Io non ho il porto d’armi, perché detesto le armi, così come anche la caccia ed i cacciatori; pertanto non avrei potuto giovarmi, anche a procurarmi un’arma lunga, dell’ordinanza del Sindaco di Vallettopoli, che autorizza a sparare ai suini coloro che, in regola con le norme sul porto d’armi e con le tasse, sorprendono gli stessi nelle loro proprietà; non avrei potuto neanche giovarmi della deroga, prevista nello stesso provvedimento, che consente, sempre ai suddetti amanti della natura, di sparare anche al di fuori delle loro proprietà, purchè i graziosi animali aggrediscano gli stessi soggetti muniti di armi o i loro familiari.
Quindi mi sarei potuto trovare in una delle seguenti situazioni:
a) il cinghiale aggredisce me o i miei familiari, nella mia proprietà o nei paraggi: tutti spacciati, nessuno dei miei congiunti è armato né ha il porto d’armi, né tanto meno paga tasse per questo simpatico passatempo.
b) Il cinghiale viene sorpreso nella proprietà del vicino cacciatore, mentre entra nella mia: ancora più spacciato, considerando che la mia casa, così come tutte quelle della zona, è a pochi passi dal confine, sicuramente entro la gittata dell’arma lunga del mio vicino in possesso del fucile ed in regola con le tasse.
A chi giova questa ordinanza? Di certo non a chi, come me, vorrebbe fare sparire definitivamente i cinghiali, specie estranea all’ambiente, dannosa per le cose e le persone, soprattutto in grado di calamitare specie ancora più pericolose, come cacciatori e bracconieri.
E allora a chi?
Forse ai cacciatori stessi, che, con questi provvedimenti da barzelletta hanno la garanzia che i suini non verranno mai eliminati del tutto e vengono legittimati a continuare a fare quello che tranquillamente fanno da anni. Anzi avranno sempre la scusa per chiedere sempre ancora più deroghe alle norme vigenti nel resto d’Italia.
A proposito, l’ordinanza del Sindaco di Vallettopoli, che è anche un ambientalista (Minchia! … scusate, quando ci vuole ci vuole, come disse una volta il prete mio professore di matematica), dicevo, l'ordinanza non prevede limiti di caccia né per le zone di Parco né riguardo al periodo, violando così, in poche righe, sette o otto norme di legge.
Ma si sa, ormai la nostra Vallettopoli viene simpaticamente indicata, da chi non ha la fortuna di viverci, come il paese famoso per gli Asini (il maiuscolo è mio), e quindi anche questo è possibile.
Anzi, c’è di più: questo tipo di uscite solleticano le paure delle persone, un po’ come avviene al nord, dove i Sindaci compagni di partito del Sindaco di Vallettopoli non hanno la fortuna di avere cinghiali che razzolano per le periferie, né, peraltro, un parterre folto di Asini (il maiuscolo è mio) che passeggiano per le strade urbane e di valletti dalla lingua molto più sfibrata dal lavoro rispetto al cervello; pertanto, i Sindaci del Nord, illuminati come quello di Vallettopoli, hanno optato, per lo stesso scopo, per i lavavetri.
Oggi la novità: il Sindaco di Vallettopoli, convocato dal Prefetto, è stato costretto a revocare l’ordinanza; ma niente paura, è stato comunque, ha dichiarato Egli, un successo.
Non sappiamo come il Prefetto abbia accolto il Sindaco, certamente con espressioni di stima e di ammirazione per un’ordinanza che senza dubbio sarà inserita in tutti i testi di diritto amministrativo e di gestione del territorio in aree protette; ma il risultato è quello: l’ordinanza non c’è più.
E con i cinghiali che facciamo? E con tutta la Sicilia che ci ride dietro?
Niente paura, assicura Egli: grazie alla sua iniziativa si aumenteranno le gabbie e si prepareranno dei piani di prelievo sotto il controllo degli enti pubblici preposti, come si fa dovunque ci sono di questi problemi.
Dice: - ma non è quello che si era stabilito di fare già da tempo?; e che cavolo fa il Parco, di cui Egli si è fatto eleggere amministratore ormai da un bel po’ proprio con l’intento di eliminare i suini? Insomma, che cosa abbiamo concluso?
Cosa devo fare io con i cinghiali che mi vengono sotto casa? Vado al Comune e gli faccio dare la residenza a casa mia?
Conclusione: stasera c’è stato in piazza uno spettacolo carnevalesco (siamo a settembre, ma a Vallettopoli non c’è problema) tutto dedicato al Sindaco, che si è presentato i scena in groppa ad un asino. Applausi pochi, ma entusiasti.
Anche questa è Vallettopoli.
Che c’entra con i suini? Niente. Anzi, forse sì.

Friday, September 07, 2007

Su Lirio Abbate

Non sono ancora riuscito a mettermi in contatto con Lirio Abbate dopo aver letto l'articolo dell'altro ieri su Repubblica e aver quindi saputo delle attenzioni che gli hanno dedicato alcuni miserabili che vorrebbero imporci la loro meschina logica del disonore.
Quando riuscirò a raggiungerlo, spero solo di trasmettergli l'affetto e la vicinanza mia e degli amici e compagni di Sinistra democratica di Castelbuono che mi hanno delegato a farlo.
Intanto, siccome non intendo associarmi alla retorica sparsa a piene mani in questi giorni da parte di chi esterna con la stessa volgarità sui suini, sul tragitto dei funerali e sugli Uomini coraggiosi, mi limito a trascrivere i versi inviatimi da Arenzano da Angelo Guarnieri.
E credo che siano meglio di qualsiasi discorso.

Noi, di Castelbuono. a L. A.

Interroghiamo il vento, cerchiamo verità.
Cresciuti all'ombra di un castello buono,
portiamo dentro una dura presunzione:
rendere migliore l'umana condizione.

Angelo Guarnieri

Sunday, July 29, 2007

Il raglio delle Madonie

Quelle che seguono sono delle considerazioni che io ed Ivana Tarantino abbiamo messo per iscritto a seguito di una richiesta di informazioni da parte di un corrispondente di un noto periodico del comprensorio segnalatosi per l'interventismo e l'abnegazione mostrati durante la recente campagna elettorale, anche su questioni di carattere equino.
Queste considerazioni servivano per un pezzo che in seguito, mi riferiscono, non è stato pubblicato.
Le richieste di informazioni vertevano sulle seguenti questioni: a) come mai non abbiamo aderito al PD; b) quali sono i nostri rapporti con sinistra unitaria; c) se ci sono possibilità di dialogo con il pd.
Ho profondo rispetto della libertà di stampa e quindi anche delle scelte editoriali dei giornali, specie di quelli che non leggo (più).
Però, siccome ormai lo sforzo era stato fatto, le nostre considerazioni almeno le pubblico qui.

a) L'esigenza di riaggregazione tra le forze di sinistra ed ecologiste, ormai avvertita a livello nazionale, ha tratto ulteriori motivazioni e forza a Castelbuono dalla recente scadenza elettorale e, in particolare, dalla ricandidatura del Sindaco uscente, che ha reso inevitabile la presentazione all'elettorato di una diversa possibilità di scelta nel campo progressista: avremmo invece sostenuto volentieri un candidato Sindaco unitario, appartenente a qualsiasi area dell'Unione, che desse garanzia di rispetto del programma, di collegialità nelle scelte, di non accentramento del potere.
A Sinistra democratica di Castelbuono aderiscono, oltre a Rifondazione comunista e ad esponenti dei verdi, anche diverse persone di sinistra e di area cattolica, senza tessere ma che hanno un ruolo nella società civile, oltre che una storia importante nelle battaglie che hanno fatto crescere il nostro paese, a cominciare dall'Avvocato Nuccio Di Napoli.
Teniamo a precisare, smentendo quanto scritto da codesto giornale in piena campagna elettorale, che nessuno degli iscritti ai verdi nè a Nuova primavera (forze che non hanno aderito ad alcuno schieramento in campo) ha sostenuto politicamente la ricandidatura del Sindaco uscente, nè, tantomento, il Partito democratico; cosa che invece hanno fatto alcuni vostri collaboratori da Castelbuono, che adesso ricoprono cariche di nomina sindacale.


b) Ignoriamo cosa sia di preciso Sinistra unitaria: forse unitaria con il Sindaco e con il Partito democratico? Se vogliono essere unitari con la sinistra, devono scegliere.


c) Manteniamo le nostre perplessità sul PD di Castelbuono, ma misureremo la possibilità di convergere su temi specifici, sui quali valuteremo l'operato degli amministratori di quel partito e faremo opera assidua di informazione, a Castelbuono e fuori: rifiuto della privatizzazione dell'acqua, difesa dei diritti dei lavoratori e lotta al lavoro nero, riduzione dei costi della politica, tutela dell'ambiente e del territorio, politica della casa e indirizzi politico-economici delle scelte urbanistiche che saranno fatte, riduzione del traffico, imparzialità della Pubblica Amministrazione, una politica culturale seria tra le cose più importanti.
In ogni caso, anche seguendo l'evolversi della situazione nazionale, Sinistra democratica di Castelbuono si propone come riferimento per l'aggregazione di tutti i partiti e le persone che si riconoscono nei valori della Sinistra, e pertanto con il Partito democratico ci potrà essere confronto e, magari, convergenza sulle linee politiche da perseguire, ma, visto lo schiacciamento di quel partito sulla persona del suo più autorevole esponente, nessuna apertura di credito senza garanzie.

Gioacchino Cannizzaro e Ivana Tarantino

Monday, July 23, 2007

precisazione

Purtroppo ho dovuto respingere un commento anonimo pervenuto in merito all'articolo relativo all'incendio nel parco dietro il castello, e me ne rincresce.
Il motivo è che non intendo ospitare interventi anonimi; quindi, se l'autore del commento vuole che esso venga pubblicato, si firmi in modo che io e chiunque dovesse leggerlo, possa identificarlo.
Mi spiace ma io nelle cose ci ho sempre messo la faccia.
Mi auguro che quanto sopra non sia di ostacolo ad altri interventi.
Altrimenti, pazienza.
Gioacchino Cannizzaro

Friday, July 06, 2007

Mi dicono che un mio apprezzamento, riportato su Madonienews, circa la nomina del nuovo Presidente del Museo Civico di Castelbuono ha suscitato un vespaio di polemiche sul sito Vallettopoli.org.
Ignoro che cosa abbiano scritto gli animatori di quel cenacolo culturale, perché io da mesi leggo altro..
Quindi: o
a) a chi ha criticato il mio intervento non gliene frega niente che io lo sappia o no, e siamo pari, anzi va benissimo così, oppure
b) se vogliono che io legga le loro opinioni, scelgano altri mezzi per me potabili, che poi così mi spiegherò meglio.

Tengo comunque a precisare che, a causa della sintesi operata dal giornalista, sembrerebbe che io ce l’abbia con il prescelto, per i servigi resi.
In realtà non è così, anzi mi dispiace sinceramente per lui, un bravo e promettente giovane, che, dal mio punto di vista, molto personale naturalmente, non è che ci guadagni molto in prestigio essendosi prestato alla bisogna in maniera così scontata e precipitosa.
Io mi sono limitato a dire, usando un’espressione colorita, quello che tutti i castelbuonesi di destra e di sinistra pensano (non essendo dei deficienti), e per primo il Nominante, che sa bene quello che fa e perché lo fa, anzi …
Per essere più precisi, la mia definizione (Vallettopoli castelbuonese), non si riferiva soltanto a questa nomina, ma anche a quelle già fatte, e, ahinoi, a quelle che verranno.
L’editto marchionale uscito alcuni giorni fa conferma la mia analisi, anzi va molto oltre, preannunciando altre nomine in altri enti o organismi, nelle quali i prescelti dovranno avere i seguenti requisiti:
1) Far parte della “Sinistra di Governo”, leggasi: “Fedeltà cieca al capo e disponibilità a seguirne gli ordini senza discutere”.
2) In alternativa, far parte delle “forze moderate” (leggasi: leccare la sarda, a lungo andare, stanca)
3) Titolo prefrerenziale: essere un po’ asciutti in materia, che non guasta, visto il contesto.
4) E basta.

Se fosse una cosa seria, diremmo “regime”; siccome non lo è, meglio dire, appunto, “Vallettopoli”.

Segue stralcio dell’editto marchionale con cui si delineano i criteri delle prossime nomine.
“Infatti, pur apprezzando il lavoro svolto dall'uscente Consiglio di Amministrazione, si è ritenuto di dovere immettere in questa struttura, come in altre che verranno rinnovate nei prossimi giorni, nuovi professionisti che possono dare il proprio contributo per continuare a salvaguardare, valorizzare e promuovere il nostro patrimonio culturale e sociale. Inoltre, il Sindaco sottolinea come gli anni che verranno devono rappresentare per la classe politica e dirigente di questo Comune, anni di svolta che diano segnali chiari di cambiamento. Infatti, la lettura dei risultati di quest'ultima campagna elettorale, ci porta ad effettuare delle considerazioni che ci invitano a dichiarare che una fase politico amministrativa si è conclusa e che in continuità con una stagione politica iniziata nel 1993, dobbiamo avere il coraggio di immettere nuova energia nella gestione e nel governo della cosa pubblica. Tutto ciò nella consapevolezza che bisogna continuare a lavorare affinché le forze moderate e la sinistra di governo possano assumere sempre più un ruolo di guida dei processi di sviluppo della nostra comunità.”
Nni vuliti cchiù? Aspettiamo le prossime nomine ed i prossimi valletti, ci sarà da ridere ancora.

Wednesday, June 27, 2007

A distanza di un anno, si ripete l’incendio nel parco urbano (o meglio, in quello che ne restava) dietro il Castello di Castelbuono.
Inutilmente avevo presentato anni fa, da Consigliere comunale, un’interrogazione al Sindaco, in cui denunciavo lo stato pietoso in cui il parco versava.
Il parco urbano dell’area retrostante il castello dei Ventimiglia, fu realizzato negli anni 90 dalla Giunta Ciolino grazie all’impegno di Lucio Spallino, l’Assessore ai lavori pubblici, che recuperò, tra gli altri finanziamenti che sembravano perduti, anche le centinaia di milioni di lire anni prima stanziate dalla Regione e mai utilizzate.
Fu necessario un lavoro certosino e paziente per adeguare il progetto, faraonico stile prima repubblica, alle prescrizioni della Sovrintendenza, e fu realizzato con cura.
Siccome oggi quasi nessuno ne conosce l’esistenza, a causa del degrado in cui è stato abbandonato da anni, occorre ricordare a chi si dovesse avventurare a leggere queste righe che erano stati realizzati vialetti e percorsi, lungo i filari di essenze locali piantumate con cura sulla base di una perizia redatta da professionisti qualificati che oggi, anzichè intervenire a tutela delle opere del loro ingegno e della loro stessa professionalità, tacciono confusi tra i cortigiani.
L’anno scorso il primo incendio, sviluppatosi proprio nei giorni in cui gli operatori della squadra antincendio del Sindaco stavano intervenendo per eliminare la boscaglia di frasche ed erbacce secche che seppellivano le essenze piantumate a suon di milioni.
Del resto il nostro parco proletario del Sarvaturi poteva consolarsi, visto che il ben più blasonato Giardino di San Francesco, senza alcun rispetto per i fasti dei Marchesi Ventimiglia, dopo la tronfia e sciocca “inaugurazione” era stato lasciato a subire una sorte non migliore, anzi più beffarda.
Andai a constatare i danni insieme a Lucio, e dopo qualche minuto risalimmo il viale verso il Castello senza riuscire ad esprimere un commento, o forse il silenzio era già un commento.
Il Parco dietro il castello abbisognava di un intervento deciso che ponesse fine a quest’agonia, fatta di viali senza luci nè tabelle, di preziose (per chi?) essenze endemiche sovrastate dalle prepotenti ed ignoranti, e chiassose e volgari erbacce, forma e simbolo del degrado imperante.
Non potevano certo essere gli asini comunali, che pascevano ubbidienti ed emblematici brucando i germogli delle povere piante del Parco, a giustificare il perdurare di questo stato di cose.
Ed infatti quest’anno è stata prospettata concretamente la soluzione finale: qualcuno, stanco di vedere lo spettacolo delle erbacce trionfanti, ha decretato per il povero Parco una sorta di crudele eutanasia, dando fuoco alle sterpaglie ed incendiandone il margine del lato Sarvaturi. Provvidenzialmente (per gli asini) le fiamme però non hanno completato l’opera di distruzione delle piante, lasciandole in balìa dei simpatici quadrupedi, nuove icone del paese, i quali sono apprezzati negli ambienti che contano nella ridente cittadina medioevale perché, a pancia piena, dimenticano tutte le umiliazioni subite.
Quest’anno non andrò, né da solo né con altri, ad affacciarmi dalla rotonda a constatare da vicino l’accaduto: non ce la farei proprio, il silenzio stavolta sarebbe troppo assordante.
Preferisco ghignare da lontano: ora, affacciandosi dai balconi del Castello (restaurato e trasformato in Museo prima dell’avvento del nuovo marchesato e della sua corte) il turista potrà ammirare meglio, eliminate le erbacce, il degrado del torrente e le opere dell’imprenditoria castelbuonese che lo contornano.
Segue il testo dell’interrogazione al Sindaco del 2004. Così, tanto per.




Al Sindaco di Castelbuono
E, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Comunale

Il sottoscritto Gioacchino Cannizzaro, Consigliere comunale del gruppo di centrosinistra,
premesso che
ormai da diversi anni è stata ultimata la realizzazione di un Parco urbano nella zona retrostante il Castello dei Ventimiglia, che versa in condizioni di perenne abbandono se si eccettua la pulizia che viene effettuata più o meno annualmente;
interroga la S.V. per sapere:
- Se ritiene opportuno valorizzare e rendere fruibile il Parco suddetto, attraverso una cura non episodica, la tabellazione, la collocazione di panchine, corpi illuminanti, cestini per i rifiuti ecc., la realizzazione di percorsi didattici aventi ad oggetto le varie essenze arboree endemiche a suo tempo messe a dimora e, in parte, ancora vegetanti, la ripiantumazione delle piante lasciate seccare dall’incuria.
- se intende, in particolare, lasciare l’area di quel che rimane del campo di bocce nello stato in cui si trova, utilizzata come posteggio (non attrezzato) per camper o come sito per le giostre, o se invece intende ripristinare il campo di bocce o se intende dare all’area altra destinazione.

Castelbuono, 14-12-04 (Gioacchino Cannizzaro)




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Monday, May 14, 2007

Ai miei amici

GLI INTELLETTUALI. (Giorgio Gaber)

No. Io sono un uomo di cultura. Io con quelli lì non ci vado, sono testacchioni.Sì, forse l’impostazione è anche giusta ma ci sono troppe cose…Certo che il mondo va male, vuoi che non lo veda? Sono più a sinistra di loro io. E’ che loro sono ingenui, ignoranti, non hanno dubbi mentre io, io sono un problematico e prima di prendere una decisione…
Gli intellettuali sono razionali,lucidi, imparziali,sempre concettuali,sono esistenziali,molto sostanziali,sovrastrutturalie decisionali.
E poi dicono gli intellettuali! E’ chiaro siamo su un altro livello! Loro vanno lì… ‘PAM PAM’, si picchiano coi fascisti, con la polizia… Cosa risolvono?Non scavano, sono grossolani.Io sono anche magro. Diffido della gente robusta.Gli operai. No intendiamoci, io sono più a sinistra di loro, è che tanto non si può far niente.Toh, un po’ di vento. Questa foglia che mi batte su un occhio? Agire dicono, bisogna agire.Che fastidio questa foglia! Bisogna vedere come si agisce e se si può agire.Intanto batte eh? Cosa posso fare? Niente, non c’è niente da fare!
Gli intellettuali fanno riflessioni,considerazioni,piene di allusioni,allitterazioni,psico-connessioni,elucubrazioni,autodecisioni.
Che fastidio questa foglia! Batte sempre più forte. Cosa posso fare? Niente, non c’è niente da fare!Va a finire che perdo l’occhio!