Di suini e di altre persone illustri
L’altro ieri mattina, per la prima volta, a pochi metri da casa mia si sono materializzati i cinghiali; a dire il vero non li ho visti, ma le giovani lattughe piantate dei miei cugini avevano l’aspetto di chi non aveva certo passato una buona nottata.
Io non ho il porto d’armi, perché detesto le armi, così come anche la caccia ed i cacciatori; pertanto non avrei potuto giovarmi, anche a procurarmi un’arma lunga, dell’ordinanza del Sindaco di Vallettopoli, che autorizza a sparare ai suini coloro che, in regola con le norme sul porto d’armi e con le tasse, sorprendono gli stessi nelle loro proprietà; non avrei potuto neanche giovarmi della deroga, prevista nello stesso provvedimento, che consente, sempre ai suddetti amanti della natura, di sparare anche al di fuori delle loro proprietà, purchè i graziosi animali aggrediscano gli stessi soggetti muniti di armi o i loro familiari.
Quindi mi sarei potuto trovare in una delle seguenti situazioni:
a) il cinghiale aggredisce me o i miei familiari, nella mia proprietà o nei paraggi: tutti spacciati, nessuno dei miei congiunti è armato né ha il porto d’armi, né tanto meno paga tasse per questo simpatico passatempo.
b) Il cinghiale viene sorpreso nella proprietà del vicino cacciatore, mentre entra nella mia: ancora più spacciato, considerando che la mia casa, così come tutte quelle della zona, è a pochi passi dal confine, sicuramente entro la gittata dell’arma lunga del mio vicino in possesso del fucile ed in regola con le tasse.
A chi giova questa ordinanza? Di certo non a chi, come me, vorrebbe fare sparire definitivamente i cinghiali, specie estranea all’ambiente, dannosa per le cose e le persone, soprattutto in grado di calamitare specie ancora più pericolose, come cacciatori e bracconieri.
E allora a chi?
Forse ai cacciatori stessi, che, con questi provvedimenti da barzelletta hanno la garanzia che i suini non verranno mai eliminati del tutto e vengono legittimati a continuare a fare quello che tranquillamente fanno da anni. Anzi avranno sempre la scusa per chiedere sempre ancora più deroghe alle norme vigenti nel resto d’Italia.
A proposito, l’ordinanza del Sindaco di Vallettopoli, che è anche un ambientalista (Minchia! … scusate, quando ci vuole ci vuole, come disse una volta il prete mio professore di matematica), dicevo, l'ordinanza non prevede limiti di caccia né per le zone di Parco né riguardo al periodo, violando così, in poche righe, sette o otto norme di legge.
Ma si sa, ormai la nostra Vallettopoli viene simpaticamente indicata, da chi non ha la fortuna di viverci, come il paese famoso per gli Asini (il maiuscolo è mio), e quindi anche questo è possibile.
Anzi, c’è di più: questo tipo di uscite solleticano le paure delle persone, un po’ come avviene al nord, dove i Sindaci compagni di partito del Sindaco di Vallettopoli non hanno la fortuna di avere cinghiali che razzolano per le periferie, né, peraltro, un parterre folto di Asini (il maiuscolo è mio) che passeggiano per le strade urbane e di valletti dalla lingua molto più sfibrata dal lavoro rispetto al cervello; pertanto, i Sindaci del Nord, illuminati come quello di Vallettopoli, hanno optato, per lo stesso scopo, per i lavavetri.
Oggi la novità: il Sindaco di Vallettopoli, convocato dal Prefetto, è stato costretto a revocare l’ordinanza; ma niente paura, è stato comunque, ha dichiarato Egli, un successo.
Non sappiamo come il Prefetto abbia accolto il Sindaco, certamente con espressioni di stima e di ammirazione per un’ordinanza che senza dubbio sarà inserita in tutti i testi di diritto amministrativo e di gestione del territorio in aree protette; ma il risultato è quello: l’ordinanza non c’è più.
E con i cinghiali che facciamo? E con tutta la Sicilia che ci ride dietro?
Niente paura, assicura Egli: grazie alla sua iniziativa si aumenteranno le gabbie e si prepareranno dei piani di prelievo sotto il controllo degli enti pubblici preposti, come si fa dovunque ci sono di questi problemi.
Dice: - ma non è quello che si era stabilito di fare già da tempo?; e che cavolo fa il Parco, di cui Egli si è fatto eleggere amministratore ormai da un bel po’ proprio con l’intento di eliminare i suini? Insomma, che cosa abbiamo concluso?
Cosa devo fare io con i cinghiali che mi vengono sotto casa? Vado al Comune e gli faccio dare la residenza a casa mia?
Conclusione: stasera c’è stato in piazza uno spettacolo carnevalesco (siamo a settembre, ma a Vallettopoli non c’è problema) tutto dedicato al Sindaco, che si è presentato i scena in groppa ad un asino. Applausi pochi, ma entusiasti.
Anche questa è Vallettopoli.
Che c’entra con i suini? Niente. Anzi, forse sì.
Io non ho il porto d’armi, perché detesto le armi, così come anche la caccia ed i cacciatori; pertanto non avrei potuto giovarmi, anche a procurarmi un’arma lunga, dell’ordinanza del Sindaco di Vallettopoli, che autorizza a sparare ai suini coloro che, in regola con le norme sul porto d’armi e con le tasse, sorprendono gli stessi nelle loro proprietà; non avrei potuto neanche giovarmi della deroga, prevista nello stesso provvedimento, che consente, sempre ai suddetti amanti della natura, di sparare anche al di fuori delle loro proprietà, purchè i graziosi animali aggrediscano gli stessi soggetti muniti di armi o i loro familiari.
Quindi mi sarei potuto trovare in una delle seguenti situazioni:
a) il cinghiale aggredisce me o i miei familiari, nella mia proprietà o nei paraggi: tutti spacciati, nessuno dei miei congiunti è armato né ha il porto d’armi, né tanto meno paga tasse per questo simpatico passatempo.
b) Il cinghiale viene sorpreso nella proprietà del vicino cacciatore, mentre entra nella mia: ancora più spacciato, considerando che la mia casa, così come tutte quelle della zona, è a pochi passi dal confine, sicuramente entro la gittata dell’arma lunga del mio vicino in possesso del fucile ed in regola con le tasse.
A chi giova questa ordinanza? Di certo non a chi, come me, vorrebbe fare sparire definitivamente i cinghiali, specie estranea all’ambiente, dannosa per le cose e le persone, soprattutto in grado di calamitare specie ancora più pericolose, come cacciatori e bracconieri.
E allora a chi?
Forse ai cacciatori stessi, che, con questi provvedimenti da barzelletta hanno la garanzia che i suini non verranno mai eliminati del tutto e vengono legittimati a continuare a fare quello che tranquillamente fanno da anni. Anzi avranno sempre la scusa per chiedere sempre ancora più deroghe alle norme vigenti nel resto d’Italia.
A proposito, l’ordinanza del Sindaco di Vallettopoli, che è anche un ambientalista (Minchia! … scusate, quando ci vuole ci vuole, come disse una volta il prete mio professore di matematica), dicevo, l'ordinanza non prevede limiti di caccia né per le zone di Parco né riguardo al periodo, violando così, in poche righe, sette o otto norme di legge.
Ma si sa, ormai la nostra Vallettopoli viene simpaticamente indicata, da chi non ha la fortuna di viverci, come il paese famoso per gli Asini (il maiuscolo è mio), e quindi anche questo è possibile.
Anzi, c’è di più: questo tipo di uscite solleticano le paure delle persone, un po’ come avviene al nord, dove i Sindaci compagni di partito del Sindaco di Vallettopoli non hanno la fortuna di avere cinghiali che razzolano per le periferie, né, peraltro, un parterre folto di Asini (il maiuscolo è mio) che passeggiano per le strade urbane e di valletti dalla lingua molto più sfibrata dal lavoro rispetto al cervello; pertanto, i Sindaci del Nord, illuminati come quello di Vallettopoli, hanno optato, per lo stesso scopo, per i lavavetri.
Oggi la novità: il Sindaco di Vallettopoli, convocato dal Prefetto, è stato costretto a revocare l’ordinanza; ma niente paura, è stato comunque, ha dichiarato Egli, un successo.
Non sappiamo come il Prefetto abbia accolto il Sindaco, certamente con espressioni di stima e di ammirazione per un’ordinanza che senza dubbio sarà inserita in tutti i testi di diritto amministrativo e di gestione del territorio in aree protette; ma il risultato è quello: l’ordinanza non c’è più.
E con i cinghiali che facciamo? E con tutta la Sicilia che ci ride dietro?
Niente paura, assicura Egli: grazie alla sua iniziativa si aumenteranno le gabbie e si prepareranno dei piani di prelievo sotto il controllo degli enti pubblici preposti, come si fa dovunque ci sono di questi problemi.
Dice: - ma non è quello che si era stabilito di fare già da tempo?; e che cavolo fa il Parco, di cui Egli si è fatto eleggere amministratore ormai da un bel po’ proprio con l’intento di eliminare i suini? Insomma, che cosa abbiamo concluso?
Cosa devo fare io con i cinghiali che mi vengono sotto casa? Vado al Comune e gli faccio dare la residenza a casa mia?
Conclusione: stasera c’è stato in piazza uno spettacolo carnevalesco (siamo a settembre, ma a Vallettopoli non c’è problema) tutto dedicato al Sindaco, che si è presentato i scena in groppa ad un asino. Applausi pochi, ma entusiasti.
Anche questa è Vallettopoli.
Che c’entra con i suini? Niente. Anzi, forse sì.

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